Vita

Liberamente tratto da VITA di Melania Gaia Mazzucco

                                              con Alberto Salvi e Sandra Zoccolan Fisarmonica Gino Zambelli

IL ROMANZO

Vita e Diamante, due ragazzini di

dodici e nove anni, sono i protagonisti di una storia che dura l’intera esistenza e che è la loro ma anche quella di tanti altri italiani partiti all’inizio del secolo scorso dalla natia terra per trovar fortuna nella lontana e sognata America. I due bambini si imbarcano soli in uno dei tanti bastimenti che vanno oltremare. Vita in America ha il padre mentre la madre aveva dovuto rimanere nella natia Minturno perché malata agli occhi e coloro che non erano in buona salute non venivano accettati in terra straniera. Diamante, ragazzino dagli occhi azzurrissimi ed espressivi, le è accanto durante il viaggio: si sente responsabile per lei e ha nei suoi confronti un atteggiamento protettivo. La loro

amicizia dovrebbe aver termine con l’arrivo a New York ma si rivelerà, invece, assai tormentata e lunga tutta una vita. Questo non è solo un romanzo, bensì anche una dettagliata ricerca e documentazione fatta dall’autrice stessa. La narrazione che ne risulta è avvincente, a tratti commovente, opera della scrittura chiara e toccante dell’autrice.

UNA NUOVA VITA

Hanno attraversato l’oceano carichi del solo peso dei propri sogni. Come bagaglio una federa sgualcita, qualche dollaro americano, forse una foto. Sbarcano in migliaia ad Ellis Island, vengono schedati, annotati, palpeggiati e umiliati, mentre dietro di loro svetta altissima la Statua della Libertà. Sono gli immigrati, italiani e non, che tra la fine

dell’Ottocento e l’inzio del Novecento si riversano in masse pulciose e disordinate a New York. Tra loro due ragazzini italiani, parte del “sogno americano” che di idilliaco e romantico, nella vita di tutti i giorni, ha poco o nulla. Vengono a conoscenza della crudeltà, dei vizi, della fame, delle umiliazioni, dei ricatti della mafia italiana e anche della violenza in generale. E’ la realtà della difficile integrazione che ha permesso a molti, con lavori onesti e non , di mettersi da parte una certa fortuna mentre ad altri, invece, il destino ha riserbato una sorte meno felice. La loro è una storia memorabile, fatta di puro sentimento e di grandissimo amore.

Alberto Salvi

Interprete di un percorso artistico articolato e complesso Alberto Salvi è attore, regista e drammaturgo, nonché autore di svariati progetti di pedagogia teatrale. La sua formazione si è approfondita negli anni negli incontri con il lavoro di Gabriele Vacis, Alfonso Santagata, Antonella Talamonti, Domenico Castaldo, Antonio Pizzicato, Cesare Ronconi, Danio Manfredini e Paolo Nani. Ha sviluppato un meticolosissimo lavoro sulla voce e sull’utilizzo del coro greco, producendo esclusivamente spettacoli originali privi di musiche registrate. Nel 2009, con lo spettacolo Föch, vince il premio della giuria “Teatri del Sacro 2009 ETI/CEI”. Il suo ultimo lavoro, La Maria Stórta – primo di tre sacrosanti lamenti, interpretato da Matilde Facheris, ha debuttato nell’estate del 2013. Nel giugno del 2015 vince, per la seconda volta, il premio della giuria al Festival “I Teatri del Sacro” con il suo nuovo lavoro Delirium Betlem, ovvero i Re Marci, debuttando a Lucca.

Sandra Zoccolan

Sandra Zoccolan si è diplomata alla Civica scuola d’arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. E’ socia fondatrice della compagnia teatrale ATIR dal 1997. Ha lavorato con Gabriele Vacis negli spettacoli “Canto per Torino”, “Canto delle Città”, “Gli Uccelli”,“Paura diseguale” e con Serena Sinigaglia negli spettacoli “Romeo e Giulietta”, “Le Baccanti”, “Come un cammello in una grondaia”, “Where is the wonderful life”, “Il Che, vita e morte di Ernesto Guevera”, “1968”, “Troiane”, “Donne al parlamento” nel quale ha composto anche le musiche insieme a Carlo Boccadoro, “Ribellioni possibili”, “Eros e Thanatos”, conferenza-spettacolo sui classici greci. Ha scelto e composto le musiche per “ La cimice” di Majakovski, regia di Serena Sinigaglia, che ha debuttato al Piccolo con la presenza di Paolo Rossi, e dello spettacolo “Settimo, la fabbrica e il lavoro”, regia di Serena Sinigaglia, presentato sempre al Piccolo Teatro di Milano. Gira tutt’ora con lo spettacolo recitato e cantato “ All’amore io ci credo”, accompagnata da due musicisti. Ha interpretato il ruolo di Macky Messer nel “Romanzo da tre soldi” di Bertold Brecht, e “Olimpiadi” di Metastasio con la regia di Francesco Micheli, e sempre con lo stesso ha presentato tre concerti su Mia Martini, Caterina Caselli e Milly. Ha cantato nel coro Ancore d’Aria diretto dal maestro Oskar Boldre, e nel coro Senza Tempo, sempre diretto dallo stesso, e con la presenza di Anna Oxa come solista.

Gino Zambelli

Gino Zambelli nasce nel 1975 nel Principato di Monaco. Inizia all’età di dieci anni lo studio della fisarmonica affermandosi in numerosi concorsi nazionali ed internazionali. Si diploma al Conservatorio G. Verdi di Milano in Fisarmonica Jazz e al Conservatorio L. Marenzio di Brescia in Oboe. Nel dicembre 2011 la rivista musicale Amadeus lo definisce“... uno dei migliori talenti della nuova scuola Italiana della Fisarmonica”. Ha suonato, tra gli altri, con il premio Oscar Nicola Piovani, con Francesco de Gregori, Peppe Servillo degli Avion Travel e Giusy Ferreri. Ha inciso numerosi dischi tra i quali ricordiamo, il Concerto per Fisarmonica Chitarra e Orchestra ed il Concerto per Bandonèon Pianoforte e Orchestra di P. Ugoletti.